Linceo Historia di Grecia.

GRECIA - LA SUA STORIA, DALLE ORIGINI HOME PAGE
CRONOLOGIA DA 20 MILIARDI
ALL' 1 A.C.1 D.C. AL 2000
ANNO x ANNOPERIODI STORICI
E TEMATICIPERSONAGGI
E PAESI
GRECIA - L' antica - 2100 - 1556 a.C.
LA PRIMA ETA' - (PARTE PRIMA)
- FONDAZIONE DI ARGO -
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(Testo integrale di William Robertson
"Istoria dell'Antica Grecia")
IL REGNO DI ARGO - ANNO 1856 A.C.
Il principato d'Argo sorpassava, tanta in potere, quanto in ricchezza, quello di Sicione, e forse per questo orgoglioso motivo accennano all'esistenza di Sicione. I nomi dei re di Argo, tramandati poi nelle Istorie, sono questi:
INACO, FORONEO, API, ARGO, CRIASO, FORBANTE, TRIOPADE, EROTOPO, STENELO, GELANORE, DANAO, LINCEO, ABANTE, PRETO, ACRISIO.
Del primo sappiamo poco, tuttavia la sua presenza avvolta anch'essa nella leggenda la narriamo più avanti: mentre di re FORONEO sappiamo che si sforzò di rendere umani i suoi sudditi dominando le loro menti con il terrore di una non nota religione e tenne a freno le loro cattive azioni con il vincolo di alcune severe leggi da lui emanate. Foraneo era anche molto abile nell'arte della guerra, ottenne molti vantaggi sopra gli Arcadi e ridusse tutto il Peloponneso sotto il suo potere e forse fu lui a mettere fine all'esistenza del regno di Sicione. Del suo successore API non abbiamo quasi nessuna menzione; mentre re ARGO, da cui la capitale del regno prese poi il suo nome, fu stimato e fu in seguito ricordato come il primo re che aggiogò i bovi all'aratro. Fu insomma il cosiddetto pioniere dell'agricoltura in una Grecia che ai suoi tempi doveva essere ancora molto arcaica.
Venne poi CRIASO che fu il primo re a dedicare altari alla Dea Giunone, identificata con la dea Era. Secondo il mito greco Era è la madre di Ares (Marte) il dio della guerra, e Zeus ne è il padre.
Tutto ciò che fu poi creato in seguito dal mito romano è poco più che una successiva leggenda, forse creata per giustificare l'arcaica e tradizionale festa di Giunone, o Matrionalia, il primo giorno di marzo, mese dedicato a Marte.
E' anche probabile che l'antico nome giunga da "juvenis, "giovane" nel senso di "sposa"; ed infatti, dai romani fu celebrata come dea protettiva delle donne e del matrimonio; associata inoltre a Ilizia, la dea del parto.
Torniamo a INACO, il secondo re che divenne famoso per essere il padre di IO che diede tanta materia alla poetica immaginazione. Vi troviamo la favola delle Danaidi, che all'incirca era pressappoco questa: Egitto il re che diede il suo nome all'omonimo suo territorio-regno (con Danao era figlio gemello di Belo, re di un vasto impero che comprendeva l'attuale Siria, l'Arabia, l'Egitto e la Libia) avendo cinquanta figli decise di dare loro una sposa con l'ugual numero di figlie di suo fratello gemello Danao, che con lui non andava però molto d'accordo; per evitare questa nuova scomoda parentela con l'odiato fratello, Danao preferì con tutte le sue figlie fuggire ad Argo con chissà quali intenzioni, forse quella di crearsi anche lui come il fratello, un proprio regno. Il vascello sul quale navigava, fu il primo di una certa considerevole stazza che comparve sulle coste della Grecia.
Al suo arrivo ad Argo, egli subito reclamò la corona, come discendente di Epafo, e la ottenne perché dai locali fu preferito a re Gelanore, che al momento del suo arrivo la possedeva; si oppose alle sue pretese, ma alla fine la spuntò Danao, grazie anche a un cattivo presagio per gli Argivi; infatti il giorno che il popolo tutto riunito discuteva a chi dei due dare il regno, un grosso lupo scese dalla montagna, prima attaccò un gruppo di Argivi poi sgozzò un toro.
Danao ottenne il trono e dedicò pure un tempio a Likeios (al "lupo")Egitto appresa la fuga del fratello e il ben accolto sbarco ad Argo, ebbe timore che Danao divenisse troppo potente per le parentele che egli avrebbe potuto procurarsi nel nuovo territorio con i matrimoni delle sue cinquanta figlie. Spedì così i suoi cinquanta figli alla testa di un'armata per costringere le nipoti ad accettarli come mariti. Il loro zio, trovandosi costretto in una così forzata maniera, fu dopo l'ostile sbarco, obbligato ad acconsentire; persuase le sue figlie al grande matrimonio di massa, ma privatamente impartì a loro l'ordine di assassinare i loro rispettivi mariti nella stessa prima notte di nozze. Pur essendo questo un raccapricciante ordine, nondimeno queste figlie ubbidirono al padre e nel corso della notte trucidarono i loro rispettivi mariti nel talamo nuziale.
LINCEO, il marito di una figlia di Danao, chiamata Ipermestra, fu l'unico a sfuggire a questa orribile strage. Quando poi morì Danao, fu lui Liceo -unico superstite e quindi unico genero del re- a salire sul trono del regno di Argo.
ACRISIO e PRETO, i due figli gemelli di Linceo, alla sua morte si disputarono il regno l'uno con l'altro; vi salì prima Preto contrastato da Acrisio; ma poi giunsero finalmente ad un accomodamento dividendo il regno, la corona di Argo fu riservata ad Acrisio, mentre Tirinto con le varie altre Città furono cedute a Preto.
Questo Acrisio, re di Argo, fu poi il padre della bella Danae, tanto celebrata dai poeti. Acrisio essendo stato avvertito da un oracolo che il futuro nipote partorito da Danae gli avrebbe causato la morte, rinchiuse la figlia in prigione in modo da non permettergli di avere alcun figlio.
Ma un principe dal nome Giove, corruppe la guardia della prigione, ottenne l'accesso nella torre ove Danae era racchiusa, e la sposò. PERSEO fu il frutto di questo ratto che si era concluso in un clandestino matrimonio.
Questa storia può sembrare romanzesca ma fa parte dell'antica Istoria di Argo. Nel frattempo erano trascorsi molti anni dal primo re. Molte meravigliose azioni sono attribuite a questo Perseo. Si narra avere egli abbattuto dei mostri; di avere ucciso Medusa, la quale si crede che fosse una regina di un paese dell'Africa, il cui regno egli conquistò, dopo aver liberato Andromeda da un mostro marino, più verosimilmente da qualche persona invaghitosi di lei e che forse stava per rapirla mentre era in mare su un vascello. Perseo, giunto poi in Tessaglia per assistere a certi pubblici giochi, uccise accidentalmente Acrisio.
Circa nello stesso periodo, Pelope figlio di Tantalo Re di Frigia, avendo sposato Ippodamia, la figlia di Enomao Re di Pisa, succedette al suocero nel suo dominio, e regnò lungamente. Egli si fece padrone del Peloponneso, ed ebbe un vasto numero di discendenti divenuti poi famosi nella Greca Istoria, e sono distinti con il nome di Pelopidi.
http://cronologia.leonardo.it/storia/grek004.htm




